Il valore reale della laurea

Molti studenti pensano che la laurea sia sufficiente per raggiungere i propri obiettivi professionali. Ma non è sempre così. La laurea, semmai, è il mezzo per affacciarsi al mondo del lavoro che oggi è molto competitivo.
Nessuna azienda assume un impiegato o un manager solo perché è laureato. Anzi, la laurea viene dopo una attenta analisi della personalità del candidato e deve coincidere con le sue competenze generali.  La laurea serve a certificare una specifica competenza, a rafforzare il profilo di un individuo, a confermare il quadro delle competenze. Non bisognerebbe mai giudicare le conoscenze generali di un individuo in base alla sua laurea. In molti ambiti sociali c’è la percezione che una persona laureata sia più brillante e intelligente di un’altra senza laurea, questo può essere vero, ma non è la regola.
Ci sono professionisti, infatti, medici, ingegneri, persino scienziati, che dopo la laurea smettono di studiare ovvero studiano solo nel proprio ambito professionale. Sono i cosiddetti ignoranti funzionali: grandi esperti della loro materia ma totalmente ignoranti del resto, assolutamente incapaci di incidere nella realtà sociale in cui vivono, tranne che per le loro specifiche competenze. Queste persone, dopo la laurea, non hanno mai letto un libro, oppure leggono solo libri di area professionale, sono convinti, infatti, che la loro laurea è sufficiente e si sentono congruamente inseriti nella società, pur vivendo nell’ignoranza funzionale.
Nel mondo del lavoro, la percezione del titolo di studio può cambiare notevolmente in ordine al paese in cui si vive. Per esempio in Italia c’è il “valore” legale della laurea. Significa che per lavorare in un ufficio o coprire una carica pubblica la laurea può essere richiesta per legge.  Così può capitare che un idiota laureato possa occupare una data posizione lavorativa mentre un “genio” non laureato possa essere rifiutato a priori. Questo sistema, basato sul “valore” della laurea anziché sul valore delle persone e delle loro vere competenze ha creato grandi squilibri sociali. In altri paesi il valore della laurea viene dal mondo del lavoro, dal riconoscimento sociale delle competenze. Se una azienda ritiene cha la tua laurea sia adatta a svolgere una determinata mansione, allora la tua laurea vale. È questo il punto: la laurea deve solo certificare, valorizzare, introdurre le tue competenze, non si può in alcun modo sostituire alle tue reali capacità, alla tua visione del mondo, alla tua capacità di affrontare e risolvere i problemi. In questo quadro, una laurea a distanza assume un grande valore perché, spesso, è guadagnata da uno studente maturo attraverso competenze già riconosciute e valorizzate.

 

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